Bologna: dotta, grassa, rossa ed enigmatica

Bentrovati - anche stavolta vogliamo raccontarvi alcune delle storie più interessanti della nostra Bologna, una città affascinante che cela molti segreti tra le sue mura. In questo post ve ne riveleremo ben sette; nel mentre, ci sposteremo seguendo un itinerario studiato esclusivamente per voi, per consentirvi non solo di ammirare le meraviglie della nostra città, ma anche di concedervi un delizioso spuntino in uno dei nostri locali antispreco preferiti. Tra un segreto e l’altro potrete consultare le disponibilità dei locali tramite la nostra app e ritirare il vostro pasto quando preferite! Pronti a immergervi nella storia?

La nostra amata città è conosciuta in tutto il mondo per la sua deliziosa cucina e per la calorosa accoglienza dei suoi abitanti, soprattutto quando è il momento di sedersi a tavola.

Bologna viene chiamata in molti modi diversi, e spesso la si accosta ad alcuni aggettivi specifici che sottolineano alcuni aspetti della sua storia; non a caso viene definita: dotta, in quanto sede della prima università al mondo; grassa, per la ricchezza della sua tradizione culinaria; rossa, per il colore dei palazzi merlati che si ergono nel centro storico.

Come vedremo a breve, Bologna è anche una città enigmatica. Tra la nebbia autunnale, che la ricopre dolcemente lasciando intravedere le punte del Tridente del Nettuno, e le ombre primaverili degli alti portici - simili a bocche pronte ad addentare un tortellino, Bologna custodisce silenziosamente i suoi sette segreti.

Mappa di Bologna che indica le tappe di un itinerario gastronomico


I) La Finestrella di Via Piella

In Via Piella 16, una traversa di Via Augusto Righi, noterete di sicuro una piccola finestrella tra le mura: vi basterà spingere dolcemente la sua porticina per ammirare uno degli scorci più suggestivi di Bologna, e anche uno dei più curiosi.

Starete pensando di aver trovato un portale che conduce a Venezia, non è vero? Pochi sanno che anticamente Bologna possedeva un importantissimo porto fluviale, tramite il quale la città era collegata con le acque del Po, a sua volta collegato con il Reno. Negli anni Quaranta del Novecento, in seguito all'introduzione di un nuovo piano urbanistico, molti canali della città vennero murati per ampliare alcune strade, ma dalla piccola Finestrella di Via Piella è ancora possibile ammirare lo scorrere delle acque del Canale delle Moline e immaginare una Bologna completamente diversa da quella attuale.

Dopo aver ammirato questo scorcio sul passato, è tempo di fare una pausa. Vicino alla finestrella si trova la Gelateria Majori. Ubicata al civico 16/C di Via Marsala, questa gelateria propone diverse qualità di gelato artigianale; scegliete il vostro gusto preferito e preparatevi a rimanere estasiati!


II) Cannabis protectio

Ebbene sì, avete letto bene! Sotto il portico di Via dell'Indipendenza, all’angolo con Via Rizzoli, si trova uno degli affreschi più bizzarri della città, che potrete ammirare semplicemente alzando lo sguardo; ciò che lo rende speciale è la scritta “Cannabis protectio” - letteralmente “la cannabis è protezione”.

Ciò vi sorprende? Dovete sapere che ben prima del proibizionismo, la nostra penisola era famosa per la coltivazione e la produzione della canapa. In molte città italiane si possono ancora trovare molte vie che testimoniano la diffusione di tale tradizione nei secoli passati. Bologna in particolare era uno dei principali esportatori di canapa, e ciò portò ingenti guadagni al congresso cittadino.


III) L'erezione del Nettuno

Anche il nostro Gigante silenzioso nasconde un segreto curioso… e non uno qualunque! Dopo essere arrivati in Piazza del Nettuno, dovrete salire i gradini della Biblioteca Salaborsa per poter ammirare la fontana che ospita il Nettuno: a causa di una divertente illusione ottica, la mano del Nettuno sembra essere il membro eretto della statua!

Questa maliziosa illusione non è frutto del caso; fu lo stesso Giambologna, autore della statua, a realizzarla in questo modo: le autorità ecclesiastiche avevano chiesto all’artista di ridurre la virilità del Nettuno per mantenere il decoro, dal momento che sarebbe stata realizzata proprio di fronte alla Basilica di San Petronio. Dopo numerose pressioni, il Giambologna fu costretto a obbedire alla richiesta, ma la sua vendetta non passò certo inosservata, e provocò imbarazzo in molti visitatori della piazza cittadina!


IV) Il telefono senza fili

Poco distante dalla Fontana del Nettuno, in Piazza Maggiore, si trova la volta del porticato che collega Palazzo del Podestà a Palazzo Re Enzo. Chiedete a un vostro amico di rivolgere la faccia verso una delle colonne della volta, e voi posizionatevi dalla parte opposta rispetto alla colonna; sussurrate qualcosa al muro, e l'altra persona riuscirà a sentire le vostre parole. Magico, non trovate?

Questo simpatico espediente fu studiato e realizzato durante il Medioevo, per permettere ai lebbrosi di essere confessati: in questo modo, il confessore poteva dialogare con il credente e perdonarne i peccati, mantenendo la giusta distanza di sicurezza.

Bene, arrivati a questo punto è proprio il caso di rifocillarsi. Se anche voi siete amanti della pinsa romana, vi consigliamo la Pinseria PiOtto di Via d’Azeglio 22, dove delle gentili signore sapranno consigliarvi quale trancio di pinsa fa al caso vostro!


V) Le tre frecce

Lungo il percorso di Strada Maggiore 19, davanti all’ingresso della Corte Isolani, si trova uno dei più antichi portici della città, riconoscibile per le sue imponenti travi in legno scuro. Aguzzando la vista potrete individuare tre frecce, consunte dai secoli, memori di un’intrigante storia bolognese.

La leggenda narra che tre sicari si trovassero in zona per uccidere un signorotto locale, ma nel momento di prendere la mira si distrassero a guardare una fanciulla, affacciatasi nuda da un terrazzo; i tre uomini furono così colpiti dalla sua bellezza che mancarono il bersaglio!


VI) Il vaso rotto

Secondo la tradizione bolognese, sulla sommità della Torre degli Asinelli si troverebbe un vaso di coccio rotto, il quale simboleggerebbe la capacità dei cittadini bolognesi di risolvere i conflitti, ma sembra che nessuno l'abbia mai trovato.

Ve la sentireste di salire i 498 gradini della torre per cercare questo tesoro perduto e risolvere il mistero? Se nemmeno voi riuscirete nell’impresa, potrete comunque godere di una meravigliosa vista panoramica della città! Che sia in realtà questo il vero tesoro?

Un consiglio extra da parte di Squiseat: se siete studenti universitari e non vi siete ancora laureati, mandate qualcun altro in avanscoperta! Per noi bolognesi, scalare la torre porta sfortuna agli studenti non ancora proclamati dottori dal magnifico rettore!

Dopo essere scesi dalla torre, di sicuro sarete colpiti dalla fame, quindi dirigiamoci verso il prossimo locale. Per chi non può assolutamente rinunciare alla pasta, il team vi consiglia di provare le prelibatezze culinarie di Sfoglia Rina in Via Castiglione 5/b; qui potrete gustare ottima pasta fatta a mano, realizzata nel rispetto della tradizione emiliano-romagnola.


VII) Panum resis

Proprio con l’Università di Bologna si chiude questa nostra avventura tra i segreti della città. Nel maestoso Palazzo Poggi in Via Zamboni 33 si trova una cattedra universitaria, nella quale si dice che venne incisa la scritta “panum resis”; questa frase sembrerebbe indicare che la conoscenza è alla base di tutte le decisioni. In realtà, come nel caso del vaso rotto, sembra che nessuno abbia mai trovato questa scritta nascosta.

Realtà o leggenda? A voi la scelta. Quel che è certo è che l'Università è un'istituzione fondamentale per Bologna, e attira studenti provenienti da tutt'Italia; proprio per questo sono tanti i dialetti regionali che è possibile percepire per le belle vie del centro. Sono tantissimi i ragazzi e le ragazze accorsi dalle Alpi alle spiagge della Sicilia per farsi narrare, tra un tortellino e l’altro, storie tramandate per secoli tra le mura degli imponenti palazzi storici del centro.

Dopo questa giornata per le vie del borgo, vi proponiamo di cenare in un locale vegetariano e vegano dalla cucina molto raffinata: stiamo parlando del Ristorante Malerba di Via Petroni 15/b. Tra i vari piatti proposti dalla casa, vi consigliamo di provare i burger, biologici e super saporiti!


Bene, ora che conoscete anche voi i segreti della nostra città, potete definirvi Bolognesi Doc... o forse no? Diciamo che potrete farlo se anche voi conoscete i locali che abbiamo proposto in questo articolo del nostro blog! Prima di salutarvi, abbiamo una piccolissima domanda per voi: i tortellini li mangiate in brodo o con la panna? Scrivetelo nei commenti o inviateci un messaggio su Instagram. Grazie della visita, tornate a trovarci! 😉