#oceansday 2021: SOS ambiente e sostenibilità

Con l’arrivo della bella stagione e soprattutto con l’allentamento delle restrizioni Covid, sempre più italiani si dirigono ogni fine settimana al mare per concedersi una giornata di relax sulla spiaggia. Sembrerebbe una buona notizia, non è vero? Purtroppo, non è tutto oro quel che luccica, e ciò che i vacanzieri spesso notano al loro arrivo è la diffusione sempre maggiore della plastica. Sono sempre di più i sacchetti che galleggiano tra le onde e le bottiglie che si infrangono sul bagnasciuga, senza contare tutti i mozziconi di sigaretta che emergono dalla sabbia: l'inquinamento da plastica di cui siamo tutti testimoni è il risultato dell'abbandono degli oggetti di plastica nell'ambiente e soprattutto di una spropositata mancanza di rispetto verso il nostro pianeta.

Il processo di bioaccumulazione della plastica negli animali e nell'uomo


I rifiuti di plastica stanno riempiendo sempre di più gli oceani e minacciano la sopravvivenza degli ecosistemi marini. Per darvi un'idea dell'impatto catastrofico di questa forma di inquinamento, ogni anno circa otto milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani. Secondo i dati forniti dallo studio The New Plastics Economy: Rethinking the future of plastics, realizzato dalla Fondazione Ellen MacArthur, in mancanza di interventi mirati, si stima che entro il 2050 la quantità di plastica presente nei mari di tutto il mondo sarà di molto superiore a quella dei pesci.

La sensibilità verso il problema dell’inquinamento oceanico è aumentata negli ultimi anni, specialmente dopo la scoperta del Great Pacific Garbage Patch, conosciuto anche come Pacific Trash Vortex: si tratta di un enorme accumulo di detriti di plastica che fluttua nell’Oceano Pacifico, tra la California e le Hawaii, la cui reale estensione potrebbe equivalere a un'area più grande della superficie totale degli Stati Uniti d'America. La convergenza in questa zona delle correnti oceaniche avrebbe trasportato, secondo l'oceanografo americano Charles Moore, circa 100 milioni di tonnellate di detriti. Non si tratta solo di rifiuti in plastica, ma anche di scarti industriali e perfino scorie nucleari che, immessi nei corsi d’acqua, finiscono nell’oceano.

Secondo il Parlamento europeo, la composizione percentuale dei rifiuti presenti negli oceani è la seguente:

49% plastiche monouso;
27% plastiche provenienti da materiali da pesca;
18% rifiuti non plastici;
6% altre plastiche.

Gli oggetti usa e getta sono quelli che si incontrano con maggiore frequenza sulle spiagge, e rappresentano la categoria più numerosa di rifiuti; si tratta di oggetti come bottiglie, tappi, mozziconi di sigarette, cotton fioc, pacchetti di patatine, assorbenti igienici, buste di plastica e molto altro.

L’accumulo di questi rifiuti negli oceani e nell'ambiente causa gravi problemi su più fronti. Le conseguenze più immediate di questo fenomeno mettono a rischio la sopravvivenza stessa della vita marina: l'inquinamento delle acque oceaniche porta alla degradazione degli habitat e all'ingestione di plastica da parte degli animali marini, comportando la presenza di elementi tossici nel loro organismo. Di conseguenza, queste sostanze chimiche presenti nei pesci vengono ingerite anche dagli esseri umani. Secondo un' analisi commissionata dal WWF, intitolata No Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestion from Nature to People, mangiando pesce gli esseri umani ingeriscono 5 grammi di microplastiche alla settimana; queste sostanze contengono diversi elementi cancerogeni, neurotossine e altri composti chimici che interferiscono con gli ormoni, e possono causare vari tipi di cancro e riduzione della fertilità.

Inoltre, l’inquinamento da plastica ha un forte impatto sull’ambiente, poiché causa un aumento del livello di acidità degli oceani, contribuendo alla distruzione della barriera corallina, e grandi ripercussioni sull’economia globale: solo il 5% degli imballaggi di plastica viene utilizzato, mentre il resto viene letteralmente gettato via, e ciò rende ancora più necessario sviluppare soluzioni alternative e seguire un modello di economia circolare.

Per impedire un aumento della quantità di plastica nei mari ed evitare che la previsione per il 2050 si avveri, l'Unione Europea ha imposto un divieto all'utilizzo degli oggetti di plastica di cui esiste già un’alternativa sostenibile sul mercato. Altre misure hanno interessato direttamente alcune aziende, tra cui le grandi multinazionali del tabacco e i produttori di attrezzature da pesca, secondo il principio “chi inquina, paga”: in linea con l'introduzione di queste regolamentazioni, sono state avviate numerose attività di sensibilizzazione all’uso di materiali sostenibili, e sono stati definiti obiettivi di medio-lungo periodo, come la raccolta del 90% delle bottiglie di plastica entro il 2029 e l’obbligo di indicare sulle etichette il corretto smaltimento delle confezioni. È stato inoltre stabilito che parte del materiale utilizzato per la produzione di bottiglie di plastica debba provenire dalla plastica riciclata, in percentuali pari al 25% entro il 2025 e al 30% entro il 2030.

Quel che emerge è che ognuno di noi deve impegnarsi per contribuire alla riduzione dell’inquinamento del nostro pianeta. Piccoli gesti quotidiani possono fare la differenza se adottati da sempre più persone, e noi di Squiseat vogliamo indicarvene solo alcuni:

Fare la raccolta differenziata;
Utilizzare una borraccia in metallo;
Usare una borsa di stoffa per trasportare la spesa;
Scegliere creme solari biologiche;
Usare dei posacenere portatili;
Non gettare carte per terra;
Scegliere prodotti di stagione a chilometro zero;
Valorizzare al massimo le eccedenze alimentari.

In merito all'ultimo punto, vi ricordiamo che potete aiutarci a combattere lo spreco alimentare tramite la nostra app! Impegnarsi a ridurre il proprio impatto sull'ambiente è fondamentale per vivere meglio, seguendo uno stile di vita sostenibile e rispettando l'ambiente. Ricordiamoci sempre che sono proprio i piccoli gesti che, se ripetuti quotidianamente, possono essere la scintilla che innesca un grande cambiamento. Vi ringraziamo per aver visitato il nostro blog antispreco, speriamo di rivedervi presto! 🍎♻️