Packaging di plastica e inquinamento: cosa possiamo fare?

Oggi, sempre di più, si parla di sostenibilità ambientale e rispetto dell’ambiente. In merito a ciò, come non citare il grande problema della plastica? Nato come materiale ecosostenibile, che avrebbe così evitato il disboscamento eccessivo, si è però rivelato essere un'arma a doppio taglio e oggi questo materiale rischia di danneggiare permanentemente il nostro ecosistema.

La plastica rappresenta una delle principali cause di inquinamento del nostro pianeta e in particolare dei nostri mari e oceani. Si calcola che nel mondo vengono prodotte circa 311 milioni di tonnellate di plastica all’anno, e di queste circa 8 milioni finiscono negli oceani, aggiungendosi alle centinaia di milioni di tonnellate già presenti. Continuando su questa strada, gli esperti prevedono uno scenario estremamente raccapricciante: entro il 2050 nei mari e negli oceani ci sarà più plastica che pesci!

Tartaruga marina mangia un sacchetto di plastica


In particolare, un grosso problema è rappresentato dalla plastica monouso e dal packaging dei prodotti di largo consumo. Ogni prodotto ha difatti un incarto o un imballaggio che, sommandosi agli altri, genera una mole di rifiuti immensa.

Il lockdown legato alla pandemia da Covid-19 ha inciso fortemente sulle abitudini d’acquisto dei consumatori. La paura del contagio spinge infatti i consumatori a prediligere alimenti confezionati, imballati in packaging di plastica monouso e che quindi forniscono un maggiore senso di sicurezza e igiene. A ciò si aggiunge che in questo periodo si è assistito a un’impennata degli acquisti online e a un incremento dell’utilizzo di imballaggi usa e getta per i servizi di consegna di food delivery, rimasti attivi durante il blocco delle attività commerciali.

Siamo di fronte a tendenze di mercato di cui non sono ancora disponibili numeri ufficiali, ma è chiaro come il problema non sia affatto da sottovalutare: si stima che, nell’ultimo anno, le persone abbiano ingerito in media 5 grammi di microplastiche a settimana, ovvero l’equivalente di una carta di credito!

Scimmia mangia una mascherina chirurgica


Per quanto riguarda le aziende, la sostenibilità rappresenta un obiettivo comune a molte di esse. Purtroppo, non è però sufficiente limitarsi a rendere sostenibile solo il prodotto in sé, bensì è fondamentale che il concetto di sostenibilità venga esteso a molti livelli della produzione e della comunicazione, fino ad arrivare al packaging. A tal proposito, Food Packaging Forum ha pubblicato un’indagine di Markets and Markets che fa ben sperare: sembrerebbe infatti che il mercato del packaging sostenibile crescerà del 42,8% entro il 2025.

L’obiettivo del packaging sostenibile è quello di unire funzionalità ed efficienza comunicativa a soluzioni green e poco impattanti. Un’esigenza, questa, che ha portato sempre più designer ad aggiornarsi, soprattutto per quanto riguarda il settore alimentare. Una delle principali innovazioni nello sviluppo di eco imballaggi consiste nell’utilizzo di materie prime provenienti da fonti rinnovabili e biodegradabili. Tra queste, sicuramente la carta e il cartone occupano un ruolo centrale, ma non solo: dalle materie prime bio-based di origine vegetale (come le bioplastiche) fino ad arrivare ai nanomateriali, l’obiettivo è quello di garantire la realizzazione di un prodotto “circolare”, riciclabile o compostabile, valido come efficiente alternativa alla plastica tradizionale e in grado di favorire lo sviluppo di una bioeconomia fondata sull’approvvigionamento di materie prime innovative.

Tipologie di packaging ecofriendly

Esempi significativi di packaging sostenibile sono:

I) “From Peel to Peel”: sacchetto prodotto dalla fermentazione della cellulosa microbica e dalla creazione di una coltura simbiotica di batteri e lieviti. Il materiale utilizzato viene ricavato da frutta o altri scarti vegetali;

II) “Formapaper”: vassoio termoformabile in carta riciclabile proveniente da foreste in cui vengono rispettati i più rigidi standard ambientali, ecologici e sociali;

III) “Pockeat”: borsa ecosostenibile completamente priva di plastica. È caratterizzata da grande flessibilità, resistenza all’acqua e al calore e permette il contatto diretto con gli alimenti, senza bisogno di pellicole o contenitori di qualsiasi altro tipo.


Ma cosa possiamo fare noi per aiutare l’ambiente e il pianeta? Nel nostro piccolo, possiamo mettere in pratica la regola delle cosiddette 4R: RidurreRiciclareRiusare e Recuperare!

Ecco allora qualche consiglio pratico da parte del team di Squiseat:

scegli prodotti con packaging semplici e il più bio possibile;
non buttare le confezioni per terra: fai la raccolta differenziata;
NON utilizzare buste di plastica monouso: scegli buste in tela o in altro materiale riutilizzabile. ♻️